VERTICALI CON STORACE, ORIZZONTALI CON LA SANTANCHE’
L’ufficializzazione della candidatura della Santanchè alla carica di segretario del nostro movimento deve essere interpretata ed analizzata con la massima serietà. E’ evidente, come molto bene espresso dal coordinatore nazione di FI Denis Verdini, che il PdL non intende verificare la possibilità di costruire alleanze con La Destra ma persegue esclusivamente una logica di annessione. Altrettanto evidente è che Francesco Storace rappresenta un ostacolo a questa strategia, nella convinzione di non voler affogare nel partito del pensiero unico, un’area di consenso che ritiene fondamentale l’esistenza di un movimento che rappresenti la destra comunitaria, sociale e popolare e, tra l’altro, molto più vasta di quella rappresentata dal dato elettorale.
Da qui nasce allora la “tele” guidata candidatura della Santanchè che non in nome di un progetto tatticamente e strategicamente alternativo a quello di Storace, ma rispondendo supinamente ad ordini superiori, si presenta come liquidatrice della destra italiana.
Comprendiamo che il logorio, di andreottiana memoria, strugga la quotidianità della Santanchè ma si dovrà scontrare duramente con chi non è disposto a cancellare storia, valori e progetti. Tra l’altro, poco originale è il tentativo della Santanchè, plagiando chi questo percorso lo ha già compiuto con successo e che risponde al nome di Gianfranco Fini.
La Destra è fatta, ne abbia consapevolezza la Santanchè, di donne e uomini “verticali” e, sempre parafrasando detti che si sono dimostrati solo “ad effetto”, con veri attributi.
Chi come e con la Santanchè desidera tornare con il capo cosparso di cenere, nel mondo orizzontale e di velluto lo faccia senza disturbare ma se, per pagar pedaggio, vorranno cimentarsi, sappiano che il congresso della Destra sarà un’arena dove sarà facile per i leoni avere la meglio su tremanti servi.
Francesco Storace guiderà La Destra nelle future ed impegnative sfide, una destra finalmente libera da fastidiosi intrusi.