LETTERA AI NONNI

Non ho provato stupore  dalle dichiarazioni di Fini sul Fascismo, sull’antifascismo, sulla resistenza, sui combattenti di Salò, non mi sono stupito delle parole di chi è stato, direi perfettamente, descritto da Marcello Veneziani su Libero e cioè “una pulce postuma che saltella dal neofascismo all’antifascismo, campando ora dell’uno ora dell’altro”.Il mio pensiero, dopo aver voluto ascoltare con le mie orecchie quelle parole sentenziate con totale indifferenza e tra l’indifferenza di un mondo ormai privato da ogni capacità di  reazione e di libertà intellettuale e morale,  è andato alle tantissime persone, donne, uomini  che ho conosciuto da quando giovanissimo varcai la porta della sede del MSI. Pensando a loro, potrei citarli uno ad uno, ho provato tenerezza e, se fosse stato possibile, li avrei accarezzati con l’amore con cui un nipote abbraccia i propri nonni.Quei volti solcati non dall’odio, ma dalla fierezza di aver combattuto per un’Idea e per l’Onore della propria terra e del proprio popolo, non si possono dimenticare, non si possono tradire. Accarezzandoli vorrei dire a loro che quello che hanno saputo trasmettere a generazioni di giovani italiani non è andato perso, vorrei dire a loro che l’essenza del loro messaggio vive e arde nei nostri  cuori, che il tradimento è affare del traditore e non di chi viene tradito, il disonore è del traditore e non di chi viene tradito.Vorrei dire loro che non abbiamo mai indossato fisicamente e ostentato i loro simboli ritenendo di non averne il diritto,  ma che siamo riusciti ad attualizzare il loro messaggio di modernità e tradizione, di amore per la Patria e di civiltà,  di onore e fierezza.Vorrei dire loro che non siamo mai caduti nel rete di un reducismo che non ci appartiene, che non accetteremo provocazioni, che non ci faremo mettere nell’angolo, ma anche ci è chiaro il concetto che non ci può essere un futuro senza un passato.Vorrei dire loro che anche noi abbiamo avuto i nostri eroi ed i nostri martiri, che anche noi abbiamo pianto e sofferto, che anche noi abbiamo affrontato con fierezza il patibolo.Ci avete parlato di libertà, ci avete fatto sentire il fresco profumo della libertà, ci avete garantito la possibilità  di essere donne e uomini liberi in un mondo che conta tanti, troppi schiavi.Un abbraccio forte ai nostri nonni che percorrono ancora le nostre strade, un pensiero forte ai nostri nonni che non ci sono più, una rosa rossa per tutti loro, una rosa rossa di passione come quella che ci hanno trasmesso.

E, parlando ai nonni di tutti noi, non posso che correre con la mente al mio di nonno: quanto orgoglio provo nel sapere che nelle mie vene scorre il tuo sangue…

 

Massimiliano Mammi