Primo intervento per un neonato: la culla termica

Il nostro ordinamento giuridico garantisce il diritto alla procreazione responsabile e tutela la maternità con la legge 22/5/1974 n. 194.
Il neonato è, da subito, riconosciuto come persona e ne ha quindi tutti i diritti che ne derivano (nome, cittadinanza, educazione) secondo la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo 20/11/1989 - ratificata in Italia con legge 27/5/1991 n. 176 - ed ha, soprattutto, il diritto ad una crescita armoniosa, serena e ove possibile, all’interno di un nucleo familiare (legge 4/5/1983 n. 184 e segg.).
La donna che non vuole riconoscere il bambino è anch’essa, tutelata dalla legge che garantisce l’eventuale volontà della madre di non essere identificata (art. 30 comma, 2 del DPR del 3/11/2000).
Malgrado ciò, continuiamo ad assistere ad episodi di abbandono di minore e addirittura di infanticidio.

L’abbandono del bambino avviene, nella maggior parte dei casi, in luoghi poco accoglienti sia dal punto di vista sanitario, che da quello della sicurezza e non è sempre concretizzabile un felice ritrovamento. Alcune associazioni, infatti, si sono operate per il ripristino delle cosiddette “ruote degli innocenti” presso ambienti protetti e privi di pericoli. La “ruota degli innocenti” altro non è che una culla riscaldata, posizionata generalmente davanti all’ospedale, ma non perfettamente visibile per garantire l’anonimato della madre e collegata alla struttura ospedaliera tramite un sistema di allarme in grado di avvisare il personale specializzato dell’arrivo del neonato.
Già in Austria, Germania, Svizzera, Svezia, Danimarca e Romania, è stato attivato il sistema della culla termica nelle pareti esterne degli ospedali ed in Italia le culle funzionanti sono a Padova, Civitavecchia, Finale Ligure, Casale Monferrato, Roma, Firenze, Aosta e a Palermo.